26 gennaio 2009

pre-para-tivi



Proseguono i preparativi pre-partenza, cominciano i primi saluti, i primi arrivederci, i primi "mah, boh, ma dove vah" etc etc, le cene e gli aperitivi per vedere uno e l'altro.

L'altra sera, sbagliando strada mi sono trovata a passare vicino all'aeroporto, ho dato uno sguardo veloce e li ho visti: gli aerei. Simbolo di viaggio vero, di libertà, dell'andare davvero. Io non credo ancora alla decisione che ho preso, cioè non mi sembra vero che l'ho presa, finalmente. Però ho fiducia, fiducia in un presente che non si può comprendere, in un passato che è ora di lasciar perdere, in un futuro sfuocato ma lontano. Forse a volte non si comprende tutto, forse è meglio non chiedersi perchè, meglio non alimentare i dubbi già presenti o farsi troppe domande.

Ogni mattina mi sveglio e poi si vedrà, fino al grande giorno.....

10 gennaio 2009

NEXT STOP SYDNEY



Autistaaaa!! Ferma alla prossimaaa!! Per favore Circular Quay, Sydney!

Data fissata. Next stop Sydney: 10 febbraio 2009.

13 dicembre 2008

UNA SCELTA ESTREMA



Come ogni vigilia di Santa Lucia dieci anni a questa parte, mi trovavo in pasticceria a preparare il mio solito piattino con i dolcetti da regalare. Così, parlando con una vecchia conoscente chiedo informazioni su una cara amica di cui ho perso le tracce. Scopro che questa persona, dopo qualche anno di studi, ha scelto la vita del monastero e, attualmente si trova là.

Ammetto di essere rimasta leggermente sorpresa, non della sua scelta, ma del fatto che il suo tipo di scelta fosse davvero estremo. Credo davvero che ognuno abbia la sua strada, anzi, credo sempre più fermamente che il classico percorso studio-lavoro-mutuo-bambini non possa essere uno schema valido per tutti. Ogni persona compie le sue scelte, ma quelle estreme mi interessano molto, anzi diciamo che mi appassionano al punto di voler saperne sempre di più.

Come per quest’amica non sono caduta nelle classiche ipotesi, comunque diffuse, del tipo “o mio Dio ma come farà? Non sentirà la mancanza di un uomo?” oppure “prima o dopo capirà che…”, come se noi avessimo le verità assolute, come se tutto il nostro vivere si basasse su ciò che ci dice la televisione.

Ma chi siamo noi per dire e giudicare che la nostra vita è migliore di quella di questa persona? Alla fine mi sa che ha ragione la solita frase banale: ognuno cerca la sua di felicità. Vorrei che spesso non confondessimo il nostro stare bene con le nostre comode abitudini, con il nostro stare chiusi nel metro quadrato quotidiano senza dare un occhio fuori, non fuori dalla finestra ma fuori da nostro recinto fatto di conoscenze decennali, di abitudini, di pensieri precostituiti, di “io lo so” o “è così”.

Ecco, noi non siamo per niente abituati a pensare che c’è anche dell’altro oltre a ciò che conosciamo già, oltre al nostro microcosmo. Altro rispetto ad un marito-fidanzato, altro rispetto a delle rate di un muto, altro rispetto a quello che tutti fanno perché da 50 anni è così che si fa.

Chi compie questo tipo di scelte estreme resta comunque solo, di fondo, perché davvero pochi riescono a capire o a tentare di capire la loro decisione. È una visione alquanto sconfortante se lo si pensa, ma anche interessante dall’altro punto di vista.

Quando tu ti muovi, scegli o decidi in modo estremo (non usuale) vedi le persone attorno a te che restano ferme, che non ti capiscono, che si rifiutano, che ti invidiano, oppure altre, fortunatamente, che ti seguono anche solo mentalmente, ti stanno vicino, i legami veri si rafforzano, i legami fasulli si sfaldano. Tutto viene messo a dura prova. Scuoti dei meccanismi originari e scombussoli abitudini, consuetudini, pensieri e preconcetti e vai avanti, devi andare avanti, verso il tuo obiettivo.

Solo che succede, a volte, che nei momenti down vedi questa situazione come desolante ed isolante, ti senti solo nel mondo. Finalmente. Ma a volte è dura. Sono più i muri che trovi da sfondare che le scialuppe di salvataggio.

Le adoro le scelte estreme perché sono convinta che ci voglia coraggio, un gran coraggio, e che in questo modo, ci si riesca a liberare da tutto e tutti, cercando solamente la propria strada.

Una scelta estrema non è solo una sceneggiatura cinematografica nelle terre estreme, è spesso un gesto semplice carico di forza e coraggio, come andare in monastero, adottare un bambino, cambiare continente per cercare qualcosa di meglio, rivalutare tutto, dire, o solo pensare non è così che deve andare.

Come diceva Jovanotti “coraggio, questo è un mondo selvaggio” o anche come dico io “La scelta estrema è mia e me la gestisco io”.

10 novembre 2008

VARIE ED EVENTUALI

BERLINO 3 - FINALE
Alla fine lunedì scorso è terminato il mio breve viaggio a Berlino. Una città piena di contrasti, capace di guardare al futuro, ma anche piena di passato. Un centro città futuristico ed una semi periferia ancora col filo spinato. Una visita vale sicuramente la pena, anche se il fresco nuvoloso faceva sembrare la città fredda e plastica, diversamente le parti piene di parchi, con i colori dell'autunno davano alla città un tocco decadente molto bello.

Ricorderò con piacere questa visita a Berlino:
la città della trilogia di Bowie(Low, Heroes, Lodger)


del famoso Zoo,

del muro che cade a pezzi (francamente la parte che ho osservato con molta curiosità),

dei resti di una guerra ancora presenti,

del wurst in tutte le forme ed a tutte le ore,

la città delle biciclette veloci,

dei trasporti efficienti, delle texture architettoniche,

degli edifici spaziali,

di Helmut Newton.

Un mix piacevole e sorprendente.



BARRAKKA
Obama è il nuovo presidente degli USA, fin qui ci siamo. Anche se non parlo spesso di attualità nei post, tanto meno di politica, ci tengo a dire due parole in merito a questo presidente. Si possono fare molte considerazioni riguardo la sua vittoria. La prima è quella della speranza di cambiamento. In un paese in piena crisi, che è stato per anni un sogno o un mito, ma che si è trovato di punto in bianco a rivalutare tutto, ecco, l'ha fatto (lo fa) con un nero. Cambiare si può. Yes we can. Al di là dei messaggi elettorali, la sua figura porta molti significati, prima di tutto una ventata d'aria nuova, poi la possibilità concreta di arrivare ad un proprio obiettivo, oppure un sogno, partendo da zero. Finalmente una giusta speranza di ripartizione delle possibilità. Non più solo "il figlio di" o "la moglie di" possono avere accesso ad un cambiamento profondo, sempre se mai lo volessero, ma anche chi dal nulla si è costruito un obiettivo pieno di ideali e l'ha portato a termine. Il cognome finalmente non conta, il conto in banca finalmente non conta, conta l'uomo.


CAMPAGNA E BICICLETTA
La sera a volte, dopo cena c'è ancora una temperatura che consente un giro in bicicletta semi notturno. Così pedalando capita che, con la mente libera e solo il rumone delle gomme sulla strada, ti fai dei pensieri più o meno seri, si passa da "urka ho mangiato pesante, non so se riesco a fare il pezzo del ritorno" a "quanto è bella la campagna". Eh sì. Anche se in città si potrebbe abbandonare la macchina e camminare, in campagna si ha il privilegio di godere il silenzio, la notte, la natura. Di giorno ancora meglio soprattutto d'estate o in primavera, si vede tutta la natura, la terra, gli alberi, gli spazi infiniti che liberano la mente, sudore e gomme, pedalate e foglie. Per non parlare dell'autunno, quando tra borghi più o meno antichi, si passa da un fogliame rosso-giallo a pezzi di muro abbandonato, un mondo da scoprire ed osservare. In città cosa si può osservare? Le vetrine? Poi magari pensando agli acquisti fatti o quelli che avremmo voluto o dovuto fare invece.., tante altre belle motivazioni. Io preferisco di gran lunga scoprire la natura, dopo giornate intense piene di telefonate e file excel, ho un bisogno primario di natura.


PEARA' E STRADA
Oggi di fronte ad un bel piatto di bollito con la pearà, si parlava, in intimità, delle proprie strade. Qual è la propria strada? come si fa a riconoscerla? c'è un'età precisa entro la quale la si riconosce? Perchè ad un certo punto quello che facciamo non ci va più bene? Perchè la strada che tutti pensano per te non ti appartiene? fino a quando ci dovremmo adattare? Tra dubbi e discussioni varie, la conclusione è stata questa: meglio aggiungere un pò di pepe e sale nella pearà, ma anche nella vita in generale.