18 maggio 2008

E PARTO SENZA LA VOGLIA DI TORNARE...



Viaggi. Viaggio. Se ne parla sempre. L'argomento ritorna sempre.

C'è chi parte, chi resta, chi sparisce, chi è in viaggio in questo momento e si diverte, chi è in viaggio e gli manca casa, chi dice "casa? what is casa?", chi pensa al viaggio ma è a casa, chi vorrebbe ma non può, chi è a corto di soldi, chi non ci pensa mai, chi vorrebbe ma ha scelto di vivere verso tutt'altra direzione.

Sono sempre più convinta che viaggiare faccia bene, soprattutto per la costruzione di se stessi, a partire dalle semplici frasi che ci diciamo durante un viaggio all'avventura, tipo "muovi le chiappette", "trova una soluzione" oppure "era tutto quello che desideravo".

Durante il viaggio si fa i conti pure con se stessi. Con i nostri buchi neri, pure con le paure e con i dubbi. Ci si guarda da fuori e si vedono due persone diverse, quella a casa e quella in viaggio e da li sorgono le domande.

Perchè in viaggio sono piena di vita?

Perchè qui trovo difficile cercare nuovi stimoli?

Perchè quando sono in viaggio non vorrei mai tornare?

Perchè al ritorno dentro una vita normale, vivo solo a metà?

C'è una parte di me che segue il percorso naturale ed abitudinario delle cose, l'altra parte che resta ancora ammaliata dalle persone che girano con lo zaino, non me ne frega niente delle vetrine super chic del centro, vedo due ragazzi con il loro zainetto e la loro mappa e resto immobile, li osservo. Il mio vero io è la dentro, il mio falso io è l'impiegata che si reca al lavoro e tiene in piedi tutto.

Però, la sensazione non è più quella di un tempo, il "vorrei ma non posso", ora è solo "posso".

Che ridere oggi il messaggio di un'amica in viaggio "mi sa che non torno più". Eh, sì, sì, mi sembra di averla già sentita questa frase. Te l'ho detta io qualche tempo fa e tu mi dicevi pensaci bene, ora tu mi scrivi messaggi pieni di aforismi e metafore "il nostro mondo è troppo piccolo e limitante" ecc ecc ed io sorrido.

Sembra strano perchè quando sei in viaggio pensi pure diversamente e quando rientri nel quotidiano e nella routine, totalmente dentro il meccanismo, quasi non ti permetti più di pensare "ma questa vita mi va ancora bene?". "Certo, mi deve andare bene, per il mutuo da finire, per mettere via i soldi, perchè non posso lasciare il mio lui, ormai stiamo insieme da dieci anni non vorrai mica che ci lasciamo?, perchè al giorno d'ggi un lavoro sicuro dove si trova? e via cosi....

Poi si viaggia e durante il viaggio si pensa a tutte queste paranoie, che durante la real life sono dilemmi, mentre in viaggio sono solo storie mentali.

Schiacciati dal meccanismo non si pensa più al nostro vero istinto. Perchè per i non malati di "viaggite", viaggiare vuol dire solo perdere tempo, consumare ferie, soldi, non avere nessuno ritorno materiale, vuol dire che non hai voglia di lavorare, che vorresti essere sempre in vacanza.

Non è vero.

Ci pensavo durante la mia vacanza in Australia, al decimo giorno mi sembrava strano non lavorare da dieci giorni, figuriamoci non lavorare per tre settimane circa. Era dal 2005 che non mi succedeva. Ci ho pensato bene e sono rimasta sconvolta per qualche minuto.

Mi sono vista formichina del Nord Est dedita alla produzione e al guadagno, al risparmio e al consumo.

Nasci con questa mentalità talmente radicata, che non ti rendi conto quanto sia un modo per annullare molta della nostra interiorità per dare spazio agli assegni, agli stipendi, ecc ecc.

Qualche tempo fa in una discussione con Ettore abbiamo realizzato che avremmo voluto provare a fare le artiste di strada ad Edimburgo. Può sembrare irreale, ma era un modo ironico per dire che avremmo voluto solo per una volta nella nostra giovinezza tentare di fare qualcosa solamente per diletto o per divertimento, invece di seguire il metodo nord est inculcato per anni da nonni, genitori ed altri ovvero: "studia e trovati un lavoro, ti serve per pagarti le rate del mutuo. La tua vita sarà cosi per altri 40 anni, la vita è questa che vuoi di più?".

E' il solito dilemma, a proposito, trovare il modo di unire il piacere col dovere, almeno di provarci e di non fare "silenzio, orecchie basse e produrre" (tradotto "tasi e rece basse, laora").

Abbiamo tempo altri 30 anni per sopportare il nostro capo oppure per sopportare tutto quello che soppportiamo in nome di...(inserire una parola a piacere).

Stiamo vivendo la nostra vita oppure il modello che ci tramandano da anni?

17 maggio 2008

SOLO QUALCHE FOTO

Un pò di foto, qui, quo, qua.

04 maggio 2008

I'M LOOKING FOR...



Cerco stimoli, trovo legami.

16 aprile 2008

MUSICA, LOOP & ELEZIONI



Chi mi conosce sa che, purtroppo, quando mi piace una canzone sono capace di ascoltarla in loop almeno miliardi di volte, altro che put a record on!. La cosa buffa è che "costringo" chi sta in macchina con me ad ascoltarla in loop, li frego dicendo senti che bella questa, ma poi è sempre quella. Insomma la macchina è mia e me la gestisco io.

E' stato così per Torn di Natalie Imbruglia, per Sono come Sono dei Bluvertigo, Amore Disperato di Nada, Milva (ebbene sì, queste alcune mie "perversioni musicali") e moltissime altre. Spesso è la musica e la melodia che mi prende, altre volte i testi, così particolari, così espressivi, che sanno già loro cosa dire al posto tuo.

Ecco mi piace quando nelle canzoni trovi le risposte. Ti fai mille domande tipo "avremo altri cinque anni di prime pagine sulla stampa mondiale? riusciremo mai a non farci più ridere in faccia all'estero? ci sarà una trilogia del nano malefico?.

Poi nelle canzoni trovi tutte le risposte, tranne quelle alle domande senza senso, vedi sopra. In poche righe c'è tutto. La nascita, la rinascita, essere up, essere down, tainted love, ecc ecc.

Non ci resta che aggrapparsi alle poche cose che ci rimangono per vivere decentemente. E' il mondo dei sogni? No, un pò è il mio mondo, perchè quello reale non mi piace, non ci voglio stare dentro, piuttosto sto fuori, ne creo uno alternativo, ma non per questo chimico o asociale.

Sono Mafalda che guarda il mondo dall'esterno, non mi piace la minestra, nemmeno quella riscaldata, qualsiasi marca sia, la minestra è sempre minestra, non c'è nulla da fare. Mi dispiace per quelli che ci credono ancora, ma in fondo non tanto. Ognuno si proietta a modo suo.

Fine dello scrutinio.

05 aprile 2008

2.0 AUSTRALIAN VIDEO!

Ecco un nuovo video, qui.

Tema: Mardi Grass 2008. Città: Sydney - Australia. Divertimento: assicurato. Caduta di eventuali pregiudizi rimasti: assicurata. "Lutto": elaborato. Nuovo pensiero verso il prossimo viaggio: continuo.

31 marzo 2008

E' PRATICAMENTE OVVIO CHE... RITORNINO!

L'immagine “http://www.spaghettitaliani.com/Musica/Biografie/Bluvertigo03.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Così, mentre su Vanity Fair i due divi di Hollywood corrono veloci tra Bondi Beach e Coogee a Sydney, qui, nella pianura, si fa eco una notizia sconvolgente, ma molto interessante.

Il ritorno dei Bluvertigo.

Capisco che è una cosa personale, niente di paragonabile al cambiamento di look di Berlusconi oppure ad altre fantasmagoriche "nius", ma qui si parla di musica elettronica, di anni 80, di gente che suona da paura, di live da delirio puro, di canzoni italiane che hanno un senso, di condivisione della musicassetta di Metallo Non Metallo al liceo, ecc ecc.

Eccoli, di nuovo. Morgan, Andy, Livio, Sergio. Li rivedremo in onda su MTV il 12 maggio 2008 nella terza puntata di Storyellers. Dalle fonti internettiane sembra sarà presentato un nuovo singolo e verranno riproposte in chiave acustica alcune canzoni più celebri.

Piccole gioie di vita quotidiana.

28 marzo 2008

ORDINARY WORLD

Ritorno in patria. Le porte australiane sono chiuse. Le porte italiane sono aperte. Il tempo ripara tutto dicono. Dicono. E' vero. Pian piano i ricordi sfumano. Le sensazioni non sono piu' cosi vive come i giorni precedenti. Tutto prende la forma di un vero e proprio ricordo. Ok, mi dico. Capitolo chiuso.

Poi faccio due passi in città di sera, mi basta vedere una tipa qualsiasi con lo zaino che gira per pensare che non è poi cosi' chiuso, questo capitolo australiano.

Oppure, clicco sull'icona delle Strategie Oblique, tento, vediamo che succede, senza nessuna apsettativa, è solo un gioco, esce la frase "E' finita?".

Oppure corro ai 70 all'ora sul tapis roulant in palestra, corro, corro e sudo, tento di ricreare il clima tropicale, ed uno scemo alla radio dice "Dai Antonella, in fondo ti trasferisci a Milano, non è poi cosi lontano, neanche fosse l'Australia!".

Carica, carica.

Poi vedo un amico che mi chiede come va, ed io bene, sicura?, certo!, mi sembra sempre peggio questa operazione chirurgica di chiusura. Zio Bono, che male, se ghe penso. Una frase cosi, diretta, in lingua madre, ma vera.

Poi mi viene da ridere pensando che, la sensazione è quasi la stessa, ma non mi manca un uomo, mi manca una parte di vita che poteva essere una possibilità migliore. Non poteva, ma potrebbe, infatti il capitolo non è chiuso, è momentaneamente messo da parte. Dentro, una voglia di scavalcare le montagne, mai vista prima. Devo sfruttarla, metterla in pratica.

Così, tra una bolletta e qualche cambiamento di vita minimo, intanto mi bevo un bicchiere di rosso e penso "When I was young I never needed anyone....".

Mi fa troppo ridere questa scena...