18 febbraio 2008

O SI VIVE O SI SCRIVE



L’altro giorno mi è scoppiato il piccolo mac. Sembra un segno, un segnale. Tra qualche giorno ci sarà un netto stop alla vita sveglia – caffè – barba e computer, opterò per sveglia-caffè-chec’èdificodavedereoggidovevadoinquestacittàestranea?. È un segno perché è come l’autunno. Finisce l’estate e tu continui a fare la stessa vita di sempre, ti accorgi che il tempo cambia dalla natura. Le foglie si staccano e non puoi farci niente. Provo ad incollarle e a far dir loro alla pianta madre “hey tu! Dammi ancora un po’ da bere!”, sembra un film western, invece è solo un tentativo di modificare dei processi automatici e ciclici che sono già in atto, mentre noi ce ne accorgiamo appena.

Mi trovo a programmare un viaggio, seppur con ritorno a breve, e tutto scorre via. I computer non vanno più, avrebbero ancora bisogno di me, ma sono io che non ho più bisogno di loro. Per adesso. Il ciclo “me al pc” si sta concludendo. Proprio ora, proprio quando era necessario.

Ieri sera mi stavo preparando per una domenica in montagna e, mentre mettevo insieme tutta l’attrezzatura, mi sono vista, per un attimo, da fuori. È stato strano. A volte è consigliato imporsela questa cosa, per avere un parere più obiettivo sulle scelte attuali, una sorta di alienazione forzata per ridimensionarci.

Dicevamo, è stato strano perché mi è arrivata addosso una sensazione dal passato di perenne viaggio e cambiamento. Mi sono vista insomma sempre con la valigia in mano. Case, famiglie, morosi, vacanze. Cambiamenti in generale. Mi sono vista io e la mia valigia accanto, ma sempre con o in funzione di altre persone. Ma la valigia che sto facendo ora ha un sapore molto diverso. Strano. Eccitante. Esterno. Ridimensionato. Maturo. Pronto. Il gusto vero della coppia ”io e la mia valigia e nessun altro”. Esatto, nessun altro. Io e nessun altro.

Nei giorni scorsi ho tralasciato il blog, un po’ per mancanza di tempo (ma non è una scusa buona lo so), molto dovuto alla “sindrome del foglio bianco”. Avevo mille idee, mille frasi, mille collegamenti, ma non arrivavano a scriversi. Sono proprio alienata in questo periodo. Sono proiettata nel futuro prossimo e tutto acquista importanza relativa. Diceva Pirandello “o si vive o si scrive”, è proprio così quando si vive intensamente si dedica poco tempo alla scrittura e alla riflessione.

Tutto si ridimensiona. È necessario fare solo un piccolo gesto e tutto segue quella strada già iniziata. Basta dare il la a quella voce e poi, via con l’acuto. Basta iniziare. Basta partire.

Organizzando i vari preparativi, mi sono accorta ad un tratto di star diventando una vera e propria turista. Cartine, mappe, calcoli, progetti. Stavo entrando nel tunnel dei turisti che ritornano dal loro viaggio programmato in agosto e fanno causa all’agenzia viaggi perché hanno visto solo un canguro, mentre nel catalogo ne erano promessi più di uno. Male, molto male. Prima di arrivare a questo punto, mi sono fermata e come faccio spesso nei momenti di “puro godimento” naturale, chiudo gli occhi ed assaporo il silenzio della natura, il mare, il sole, il vento. Mi metto a sentire quel che offre questo nuovo orizzonte. Così mi sono fatta un appunto nella pagina uno della nuova moleskine: ricordati di sentire.

Ora non so quanto e cosa vedrò di certo, ma mi prenderò l’impegno di sedermi su una panchina australiana a godermi il momento. Senza ombrellini gialli e senza guide organizzate. Basteranno due occhi e qualche altro senso.

5 commenti:

olivastro ha detto...

Bello...bello...bello!!!!! Godi bambina godi! Godi di tutti i tuoi sensi e ti assicuro che vai in un posto dove i tuoi sensi avranno da godere....anche su di una panchina, anzi salutami quella di Harvey Bay e di Uluru.
L'Olivastro

The False Ulysses ha detto...

Finalmente ci siamo...e quando arrivi???
A presto

Missfree1981 ha detto...

@ Olivetta: stai sicuro che lo farò, solo per le bellezze naturali ovviamente! anche se visti i giorni un pò limitati dovrò fare un pò di taglia ed incolla dell'itinerario previsto. ma vaaaaa beeeene, basta partire!! e la foto del bikini, lo so, lo so... :)

@ ulysses: finalmente, puoi dirlo! me lo scrivo dappertutto il -5, sembrano in punti tolti della patente invece è il coutdown alla partenza. ahahah. che esaurimento!o adrenalina? cmq arrivo il 26 a sydney! a presto.

2pa ha detto...

:D:D:D:D:D
che bello leggere che ce l'hai fatta, che le valigie sono quasi pronte ma OCCHIO che manca sempre qualcosa prima di partire, qualcosa che poi non userai mai o qualcosa che ti sarebbe servito un casino e invece l'hai lasciato a casa!!
vedrai finalmente quel cielo, sentirai quel vento, quelle immensità di terra strade nuvole e sole, la pioggia violenta, animali strani da vedere e anche da mangiare, panchine su cui fermarsi e vedere il mondo scorrere...
ne ho un paio da consigliarti, dalla mia preferita a kangaroo point, brisbane, sul molo del ferry no.5 a guardar la city a quella nella mia adorata watons's bay fino quella davanti a st. paul, melbourne...quante panchine, quanta gente, quante emozioni!
è una dei nostri ragazzi, che la benedizione tripper sia con te!
ps: se scali a dubai fammi un fischio che in quei giorni sarò lì!
un abbraccio, un saluto e una cosa da scrivere sulla seconda pagina del moleskine, detta da sir john eyre, pioniere australiano
IF THERE'S ANY ROAD NOT PREVIOUSLY TRAVELLED, THEN THAT IS THE ONE I MUST TAKE
tienci informati, a presto!
2pa

Missfree1981 ha detto...

@ ozzy: di sicuro mancherà qualcosa e di sicuro dovrò togliere e togliere per stare nei famosi 20kg, per una ragazza può essere un vero trauma (bigodini, phon, cd, dvd,.... :)...) ma fa tutto parte del pacchetto "non farsi troppe para prima della partenza, parti e basta".
segno tutto per le panchine, si accettano ulteriori consigli su mete e birrerie :)
a Dubai non ci sarò, vado in Cina! nel vero senso della parola. a presto x aggiornamenti e grazie della benedizione. amen.